lunedì 23 marzo 2015

Portare il cane in ufficio fa bene



Gli occhi tristi. Il volto corrucciato. Le orecchie chiuse all’indietro.
 Diciamolo chiaro, probabilmente odiate lasciare il vostro cane la
mattina per andare a lavorare, tanto quanto lui odia essere lasciato a casa solo.
 E se fosse possibile evitare tutto questo? Portare il vostro cane al
lavoro non è solo per il divertimento di averlo con voi per tutto il giorno,
i benefici di avere un cane sul luogo di lavoro sono stati dimostrati scientificamente.
Uno studio condotto dalla Central Michigan University ha scoperto
che, quando in un gruppo di persone sono presenti dei cani, i dipendenti
sono più propensi a fidarsi
l’uno dell’altro e a collaborare in modo più efficace in ufficio.



I cani possono anche aiutare a rompere il ghiaccio quando si tratta di
comunicazione tra colleghi. Greg Kleva, un famoso addestratore
comportamentale di cani del New Jersey, spiega come l’umore aumenti
quando i cani sono vicino a noi:

" L’interazione con i cani provoca un aumento dei livelli di ossitocina, spesso definita come il ‘sentirsi bene’ degli ormoni. Gli studi hanno dimostrato che la presenza di cani sul posto di lavoro può ridurre i livelli dell’ormone dello stress nei loro proprietari."

 Se ci pensate bene, i nostri amici a quattro zampe vengono spesso utilizzati per fornire sollievo terapeutico nelle case di riposo, in ospedale o nelle scuole, e quindi perché non “usarli” anche sul posto di lavoro? Per i datori di lavoro, il fatto che avere compagni canini intorno aumenta la produttività, sarebbe davvero un grande vantaggio.
 Naturalmente, se pensate di portare il vostro cane in ufficio, dovrete educarlo ad alcuni semplici comportamenti. 

"Iniziate ad insegnargli a salutare le persone stando seduto e non saltando addosso"
suggerisce Kleva
" Altri comandi base come ‘vieni’, ‘resta’, ‘lascia’, e ‘terra’ devono essere bene memorizzati e eseguibili anche in caso di forti distrazioni. Potete fare pratica portando il vostro cane al parco, dove ci sono un sacco di distrazioni, e facendogli prestare attenzione ai vostri comandi."

E’ importante assicurarsi che il vostro cane sia stimolato sia fisicamente che mentalmente per tenerlo calmo e ridurre la noia prima di entrare l’area di lavoro. Questo renderà l’esperienza migliore per il vostro cane e per tutti in ufficio. Assicuratevi di avere coi voi tutto ciò che serve per la cura del vostro cane: un guinzaglio è la cosa più importante, in quanto può essere utilizzato sia per le passeggiate, nonché per tenerlo sotto controllo.


" Dal momento che portare il cane in ufficio può essere un’esperienza stressante per il vostro cane, portate la sua cuccia o una coperta da casa in modo che abbia qualcosa di familiare che gli dia conforto, portate cibo e acqua a volontà."

 Ci possono essere alcuni inconvenienti nel portare il cane in ufficio, il più evidente è che un vostro collega può essere allergico. Assicuratevi quindi, che nessuno in ufficio soffra di questa patologia prima di portare il vostro cane con voi e di mettere in pericolo la salute di qualcuno. Ultimo, ma non per importanza, sarà vostra responsabilità garantire che il vostro cane non rovini alcuna apparecchiatura in ufficio. L’abbaiare o l’aggressività possono essere scoraggianti per i vostri colleghi, come pure il tempo supplementare che dovrete aggiungere ad un programma di lavoro già frenetico, per prendervi cura dei bisogni del vostro cane durante il giorno. Portate il cane in ufficio per una mezza giornata per determinare se si tratta di una buona cosa sia per il vostro amico peloso che per le persone che vi stanno intorno.
Fonte Pimpmypug

lunedì 9 febbraio 2015

No al pignoramento degli animali domestici. Firma #giulezampe







In Italia cani, gatti e tutti gli altri animali domestici rischiano di essere pignorati e di andare all’asta come un televisore. La legge italiana continua a considerare gli animali da compagnia come “cose”, ignorando la dimensione affettiva dell’animale e del padrone e il rapporto che li lega. Sono oltre 25 milioni di Italiani che vivono con un animale domestico e rischiano di perderlo per sempre a causa di un pignoramento dovuto a debiti con lo Stato o privati. Per questo ho deciso di lanciare la petizione#giulezampe per chiedere al Governo e al Presidente Renzi di non considerare più gli animali domestici come semplici oggetti e, per questo, pignorabili o sequestrabili.
Gli animali domestici sono veri e propri membri della famiglia. Le loro esigenze e l’affetto che li lega ai loro padroni devono essere rispettati.Con #giulezampe chiediamo al Governo italiano e ai legislatori di dare  con urgenza - visto il crescente numero dei pignoramenti nel paese in crisi - il giusto valore agli animali domestici nel contesto del codice civile e penale con specifiche leggi che li distinguano chiaramente dalle proprietà sequestrabili e pignorabili. Un concetto di civiltà che Paesi come l’Austria e la Germania hanno già fatto proprio, affermando che gli animali non sono cose e che dunque non sono pignorabili.
Se l’art. 514 del codice di procedura civile vieta il pignoramento dei beni che hanno valore affettivo, come la fede nuziale, per evitare forme di pressione psicologica sul debitore, non è più possibile invece ritenere pignorabile un animale domestico che da anni vive insieme al suo proprietario.
Il pignoramento deve colpire il patrimonio del debitore e non i suoi sentimenti! 
Tessa Gelisio,
Conduttrice TV, ambientalista e Presidente di ForPlanet Onlus

giovedì 22 gennaio 2015

Adottare un animale cambia la vita

In una serie di immagini cani, gatti e persino pesci rossi vengono ritratti prima e dopo l'adozione. Mostrando quanto avere una famiglia li renda felici

La trasformazione più evidente è nei loro occhi, prima tristi e spaventati, poi allegri e pieni di vita. Il pelo cambia aspetto, diventa morbido e lucido, scompare l’eccessiva magrezza, l’atteggiamento diventa calmo e rilassato. Adottare un animale, sia esso un cane, un gatto o un criceto, è uno straordinario atto d’amore, aprire la propria casa a un nuovo abitante a quattro zampe anziché comprare un cucciolo in un allevamento è una scelta che può fare la differenza nella vita dei nostri amici. Soltanto in Italia sono migliaia gli animali che trovano rifugio nei canili o in altri ricoveri: soluzioni che possono essere solo temporanee e che, anche nel migliore nei casi, non possono offrire loro il calore e l’affetto di una vera famiglia. Per chi ha avuto la fortuna di essere adottato da un padrone pronto a prendersene cura con cibo, ma soprattutto tante coccole, il cambiamento è sorprendente, come dimostrano le immagini raccolte dal sito Bored Panda. Decine di foto della vita “prima e dopo” l’adozione mostrano cani, gatti, ma anche porcellini d’India e pesci rossi passare dalla tristezza alla gioia. Ed è probabilmente la migliore campagna di sensibilizzazione a favore dell’adozione.
Qui tutte le immagini BoredPanda


martedì 13 gennaio 2015

Obesità un problema anche per loro

Anche micio e fido hanno fatto festa durante il Natale. Ecco come rimediare per ritrovare una forma perfetta.







Il periodo natalizio, oltre che magico, è molto insidioso. Tavole imbandite, dolci e prelibatezze fanno da padroni. Il risultato: qualche chilo di troppo alla fine delle feste. Questo non succede solo ai bipedi ma anche ai nostri amici pelosi, che durante questo periodo hanno sicuramente fatto strappi alle regole. Secondo un sondaggio condotto dalla YouGov per Hill’s Pet Nutrition, si è accertato come cani e gatti italiani sarebbero i più grassi d’Europa a causa della cattiva alimentazione e dell’eccessiva quantità di cibo ingerita dagli amici a quattro zampe. Aidaa, l’Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente ci fornisce dei numeri che dovrebbero far pensare: circa 3 milioni di animali domestici sono in sovrappeso sfiorando addirittura veri e propri casi di obesità. Se tra i cani, quelli maggiormente a rischio sono le taglie piccole, tra i gatti è soprattutto un’alimentazione errata ad aggravare i problemi di sovrappeso, di questi ben il 50% vive in appartamento. Il sovrappeso e l’obesità vengono definiti come un accumulo eccessivo di grasso corporeo. Solitamente i grassi corporei del cane dovrebbero rappresentare non più del 15 -20% del peso totale. Quando l’animale supera del 10-20% il proprio peso ideale è da considerarsi in sovrappeso; mentre invece quando il peso corporeo supera del 20% o più il peso ideale, l’animale è da considerarsi obeso. Sono diversi i fattori che predispongono all’obesità: età, sesso, razza, sterilizzazione, malattie, sedentarietà e scarso esercizio, sovralimentazione e così via.
L’obesità è una patologia da non sottovalutare in quanto l’eccesso di peso comporta diverse ripercussioni sul benessere e sulla salute dei nostri amici pelosi, riducendone le aspettative e la qualità della vita. Sanihelp.it - Maggiore è il grado di obesità e più alto è il rischio che l’animale possa incorrere in malattie ad essa associate. Si pensi ad esempio che il grasso in eccesso può portare nei casi più gravi ad un malfunzionamento degli organi interni dell’animale. Inoltre questo stato fisiologico favorisce l’insorgenza di alcune malattie piuttosto gravi come: osteoartriti, patologie cardiovascolari e respiratorie, diabete, malattie dell’apparato tegumentario, problemi legati alla sfera riproduttiva e una ridotta resistenza fisica con problemi del sistema immunitario. Per la prevenzione e la cura è sicuramente importante il regime alimentare. L’alimento deve essere adeguato per età, taglia e stato fisiologico dell’animale. Nella fase di dimagrimento l’apporto calorico dovrà essere ridotto e tale diminuzione non dovrà essere assolutamente improvvisata ma stimata sulla base di calcoli e apporti nutrizionali precisi, sino al raggiungimento del peso desiderato. Nella fase di mantenimento si dovrà poi calcolare il quantitativo giornaliero più adatto allo stile di vita del cane.
La dieta però da sola non basta, anche l’esercizio fisico giornaliero è fondamentale per avere un animale sano e sempre in forma oltre ad essere utilissimo per gli stessi proprietari. Basti pensare che una semplice passeggiata di 20-30 minuti con il proprio cane è molto più efficace di 2 ore in palestra.

Fonte Sanihelp

lunedì 22 dicembre 2014

Buone feste anche agli animali, tra solitudine e botti di capodanno

Dall'ENPA un piccolo vademecum per proteggere i propri amici durante le festività


Con l’approssimarsi delle festività natalizie, l’Ente Nazionale Protezione Animali fornisce alcune indicazioni affinché gli animali vivano un Natale “cruelty free“. E visto che siamo in periodo di regali, la prima regola d’oro da seguire è quella di non donare cani, gatti o di altri pet a Natale: molti di quelli regalati a Natale finiscono poi per essere abbandonati a giugno. Se proprio si vuole prendere con sé un animale, è indispensabile essere consapevoli che dovrà essere coccolato e accudito per tutta la vita. «Troppo spesso accade che, una volta esaurito l’entusiasmo iniziale per il nuovo amico, esso finisca per essere percepito come un peso e venga quindi abbandonato – spiega l’Enpa -. 

Invece, aprire la propria casa a un animale significa essere consapevoli che il pet ha bisogno delle nostre cure per sempre».A chi volesse “fare il grande passo” e sperimentare l’amore incondizionato che un pet riesce a dare, l’Enpa raccomanda di non acquistarlo in negozio, ma di rivolgersi ai canili e alle altre strutture di ricovero dove molti “trovatelli” attendono una famiglia che li adotti e li riempia di affetto. Da non dimenticare poi che in alcuni allevamenti dell’Est Europa, i cani, poi importati in Italia, vengono tenuti in condizioni molto precarie. «E’ assolutamente da evitare – prosegue la Protezione Animali – l’acquisto di esemplari appartenenti a specie esotiche; animali sradicati dal proprio ambiente naturale e catapultati nel nostro, del tutto inadatto alle loro specifiche caratteristiche etologiche». Proprio per questo si tratta di animali molto impegnativi, destinati ad essere abbandonati quando il proprietario si rende conto di non poter più fare fronte alle loro esigenze. Purtroppo, in questi ultimi anni l’Enpa ha registrato un significativo incremento di tale fenomeno; un fenomeno che colpisce non soltanto le vittime dell’abbandono, ma anche i nostri ecosistemi dove si può manifestare una situazione competitiva tra specie autoctone e alloctone, con grave danno per entrambe. Sono anche da evitare gli oggetti realizzati maltrattando e uccidendo animali: pellicce e avorio anzitutto, ma anche gli insensati “Bioglobe”, veri ecosistemi “fai da te” racchiusi in una sfera di vetro dove sono imprigionati piccoli animali come formiche e gamberetti. Proprio per non infliggere dolore e sofferenza agli animali, per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno devono essere preferiti i piatti vegetariani o vegani. Sul web sono disponibili numerosissimi siti dedicati (www.scienzavegetariana.it, www.veganblog.it, www.cottoecrudo.com, ad esempio); veri e propri ricettari a portata di mouse per creare gustosissimi menù, salutari sia per gli animali che per l’uomo. «L’alimentazione vegetariana e vegana allunga la vita e ne migliora la qualità – aggiunge la Protezione Animali -. Numerose autorevoli ricerche internazionali hanno infatti dimostrato vegani e vegetariani, grazie alla loro dieta, hanno meno probabilità di ammalarsi e mostrano una maggiore resistenza ai processi di invecchiamento.» La notte di San Silvestro attenzione ai “botti” di Capodanno: per noi rappresentano un’occasione di festa ma per i nostri amici costituiscono soltanto una pesante fonte di stress e un serio fattore di rischio per la loro vita. Molti uccelli, ad esempio, muoiono perché, terrorizzati dai fuochi d’artificio, fuggono all’impazzata dai loro dormitori andando a sbattere contro i muri o i tralicci dell’alta tensione. Ma la notte di Capodanno tra i “sorvegliati speciali” ci sono anche i pet: in alcuni casi, infatti, il terrore causato dalle esplosioni può essere così forte da rivelarsi fatale. C’è poi da considerare che ogni anno la notte di San Silvestro, centinaia di cani e gatti scappano dalle loro case per paura dei botti. Tanti di loro spariscono nel nulla perché finiscono investiti da una macchina o perché non riescono a tornare dalla propria famiglia; altri invece – i più fortunati – vengono portati in canile. E se non sono microchippati, per i proprietari può essere molto difficile riuscire a ritrovare i loro pet. Fortunatamente i Comuni del nostro Paese stanno dimostrando una crescente sensibilità verso tale problema. Al punto che alcune amministrazioni comunali (tra cui: Milano, Bari, Brindisi, Lecco, Asti e Pesaro per quanto riguarda le Marche) hanno emanato provvedimenti restrittivi o di divieto. E proprio su questo tema nei giorni scorsi l’Enpa ha scritto una lettera all’Anci per chiedere uno stop ai fuochi d’artificio.

 Ma ecco alcuni suggerimenti per gestire lo stress causato nei “nostri amici” dai “botti” di fine anno:
 - Costruire una relazione che metta i proprietari in una posizione di riferimento per il cane: “lui è il mio punto di riferimento e se lui è tranquillo, nonostante il gran rumore, anche io lo sono”;
- rinunciare al veglione ma vivere il momento “dei botti” insieme al cane in una zona tranquilla della casa (comportamento da evitare: vedere i fuochi d’artifici insieme al cane sul balcone perché si potrebbe essere colpiti);
- non premiare una eventuale agitazione del quattrozampe con carezze “rassicurative” poiché ne confermerebbero il comportamento;
- se le reazioni sono troppo violente, tener presente che l’animale può anche avere un collasso. In questo caso rivolgersi al veterinario per un rimedio temporaneo;
- quando portate a spasso il vostro cane, non slegatelo mai dal guinzaglio, neanche al parco o nei soliti posti di sgambamento;
- tenete chiusi temporaneamente in un luogo comodo e rassicurante i vostri quattrozampe, anche quelli che normalmente vivono all’esterno, soprattutto per la serata del 31 dicembre;
- assicuratevi che il microchip sia registrato all’anagrafe canina del vostro Comune e/o che il suo tatuaggio sia leggibile;
- assicuratevi che il cane o gatto porti la medaglietta identificativa (con indirizzo e telefoni validi);
- tenete alto il volume della TV o radio, specialmente se l’animale resterà in casa da solo, per soffocare gli altri rumori esterni.
- Rivolgersi al proprio veterinario di fiducia per una eventuale somministrazione di rimedi tesi ad abbassare il livello di ansia e di paura. da Ente Nazionale Protezione Animali
enpa.it
Fonte Senigallianotizie